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TELEGRAFIA
PATRIMONIO DELL'UMANITA'

 

 

Il giorno in cui un uomo di infinito ingegno mostrò al mondo intero la sua invenzione, disse:

"Non voglio uccidere l'umanità, voglio salvarla"

Quest'uomo, dalla mente fervida, aperta, capace di accendere, con il movimento di un dito, una lampadina all'altro capo del mondo, che ha lasciato a tutti noi l'invenzione più grande dell'ultimo secolo, si chiamava Guglielmo Marconi.

Leggi tutto...

 

LOUVRE DEI TASTI E' ONLINE

Ciao a Tutti

Vi informo che il museo "LOUVRE DEI TASTI" è completo ed è consultabile cliccando sull'apposito tasto.

Spero sia di Vostro gradimento.

73 de

IZ3DBA Giacomo

 

IZ3DBA LOG REAL TIME

 

AVVISO IMPORTANTE

VERY IMPORTANT ADVICE:

I HAVE BIG PROBLEM WITH ARI AND FOR ME ARI BUREAU SERVICE HAS BEEN SUSPENDED AT THE MOMENT.

PLEASE NO SEND QSL VIA BUREAU BECAUSE FROM 7 JANUARY 2012 I DON'T RECEIVE QSL FROM ARI BUREAU AND DON'T SEND QSL VIA ARI BUREAU.

AT THE MOMENT I USE FOR MY CALL AND SPECIAL CALLS ONLY VIA DIRECT, eQSL AND LOTW!!!!!

SORRY FOR THIS PROBLEM AND I HOPE TO HAVE GOOD NEWS IN NEXT MONTHS.

HAPPY 2012 FOR ALL AND 73 DE

IZ3DBA JACK

 

LA VERITA', TUTTA LA VERITA', NIENTE ALTRO CHE LA VERITA'

Ho ricevuto e pubblico la "Lettera Aperta" scritta dal Vice Presidente Pino Zamboli I8YGZ il quale ci spiega e pone finalmente in luce la verità sulla gestione ARI-RE prima della presa in carica del nuovo CDN e CSN.

Non commenterò i fatti, anche perchè nulla c'è da commentare se non dire "Ve lo avevo detto!", ma permettetemi un piccolo sfogo: io, che ho combinato il pasticcio delle mie dimissioni poi ritirate e che grazie a questo qualcuno ha pilotato, come ben sapete, la mia esclusione dai candidabili, sono ancora in attesa di sapere se sono o non sono socio ARI (peraltro la quota di 72 Euro giace ancora nelle casse dell'ARI, mentre RR di LUGLIO-AGOSTO 2011, GENNAIO-FEBBRAIO-MARZO-APRILE 2012 non le ho mai ricevute!!!), mentre i truffaldini, i ladri, i mariuoli e via discorrendo sono ancora ben accettati dall'ARI.

Allora, cari amici, non lamentiamoci se l'Italia sta affogando in un mare di "merda" perchè i primi colpevoli siamo noi stessi!

E se nell'ARI non si fa pulizia i colpevoli siamo sempre noi!

Ecco il testo della lettera di Pino Zamboli:

Lettera aperta ai Soci del Vice Presidente Pino Zamboli, I8YGZ

sulla questione ARI-RE

LA VERITA'

che debbono sapere i nostri Soci

PREMESSA

Questa “Lettera Aperta ai Soci” redatta dal Vice Presidente Pino Zamboli, I8YGZ, vuole essere solo la cronistoria di come si sono svolti i fatti e non sostituirsi alla relazione ufficiale che l'Avvocato Vincenzo Favata presenterà, a breve, con il resoconto dettagliato di tutta la vicenda che ha interessato l'ARI-RE. E' solo un modo immediato per far conoscere la nostra versione e le cause che hanno portato ad assumere decisioni. Spetta al Corpo Sociale giudicare il nostro operato.

IL CDN ARI

I FATTI

Non volevamo arrivare a questo.

Siamo perfettamente consapevoli che “i panni sporchi si lavano in famiglia”...e non avremmo voluto portare all'esterno tutto il nostro operato”; ma, considerata l'alta mole di informazioni “forvianti e capziose” messe in giro ad arte, crediamo sia arrivato il momento di informare il Corpo Sociale con un editoriale che metta a conoscenza di tutti quello che è stato l'operato del CDN dall'insediamento fino a questo momento.

Prima di addentrarci in un discorso meramente cronologico, sarà bene fare una precisazione.

Il nuovo CDN presenta 5 consiglieri, su 9, nuovi, ovvero che non hanno mai fatto parte della dirigenza dell'ARI; quindi non hanno nessun coinvolgimento né compartecipazione con il passato Consiglio. Stessa cosa per il CSN con 3 nuovi sindaci.

Questo CDN ha, quindi, dato una nuova impronta di cambiamento che il corpo sociale aspettava da tempo considerando le passate alternanze che si erano succedute e la situazione di stagnazione in cui si è venuta a trovare l'Associazione.

E' risaputo che l'ARI sta vivendo un momento particolare. Abbiamo perso credibilità a livello nazionale ed internazionale. C'è un'anarchia a tutti i livelli; la passata dirigenza si è trovata in una situazione di “prorogatio imperii” di cui non sta a noi giudicare le cause. Sta di fatto che c'è stato un immobilismo acuto dove tutti hanno deciso per conto proprio. Dai CR alle Sezioni, che sono diventati dei piccoli “centri di potere gestionale”. Ognuno ha cercato di fare qualcosa, certo, ma è stata solo un'orchestra senza direttore con la conseguenza che si è creata una situazione molto delicata e , a volte, incontrollabile.

A tutto questo vanno aggiunte le denunce. E' diventata un'abitudine denunciare tutto e tutti e ci siamo ritrovati ad essere un'associazione di “radio-litigatori ”, ed invece di girare sulle varie bande radioamatoriali in cerca di stazioni da collegare, giriamo nelle aule dei tribunali!!!

E i soci? Sono sfiduciati, delusi, abbandonati a loro stessi e la maggior parte intenzionata ad abbandonare il Sodalizio perché non trova più le motivazioni necessarie . I Soci,Voi Soci, siete giustamente delusi di sentire solo beghe e litigi a tutti i livelli; abbiamo fatto dell'Associazione un campo di battaglia per le dispute personali di chi, forse, alla radio non è interessato più di tanto!

Fin dalla prima riunione il CDN, supportato dal suo Organo di Controllo, il CSN, ha inteso operare nel solco della legalità e della trasparenza attuando una serie di decisioni che, seppur drastiche,erano solo frutto di una giusta osservanza dello statuto che il CSN aveva ritenuto valido.

Non vogliamo soffermarci su tutto il QRM generato da queste decisioni. Si è letto e riletto da tutte le parti di azioni fatte da uno sparuto numero di soci che avevano tutto l'interesse a destabilizzare l'operato del CDN e che non hanno operato certamente per il bene dell'ARI! Questo CDN , pensando di avere a che fare con autentici Old Men, si sarebbe aspettato un periodo di tranquillità e serenità gestionale, durante il quale avrebbe potuto operare con oculatezza ed assumere delle decisioni nel solo interesse di rivitalizzare il nostro Sodalizio e sanare la situazione stagnante in cui si trova la nostra Associazione, cosa che ci è stata lasciata in eredità dalla precedente gestione.

Invece non è stato così. Già dopo la prima riunione di insediamento, sono cominciati ad arrivare “amichevoli” suggerimenti a stare attenti a quello che si andava a fare ed altri suggerimenti che non avevano assolutamente l'aspetto di essere “amichevoli”!!! Tutto questo a quale scopo? Se i nuovi membri del CDN fossero stati già all'opposizione nella passata gestione e si stava facendo il gioco “giù dalla torre”, allora sarebbe stata anche spiegabile un’azione di opposizione. Ma siamo nuovi, e non abbiamo nulla da perdere e nulla da difendere se non l’Ari stessa, a che scopo fare quindi delle intimidazioni? Non vogliamo pensare che ci siano degli interessi personali nella gestione dell'ARI tali da giustificare questo atteggiamento da parte di uno sparuto numero di Soci che , forse, hanno il solo scopo di non voler il bene della nostra Associazione.

Capirete perfettamente che in queste condizioni non è semplice operare. Immaginatevi una “spada di Damocle” brandita ad arte da pochi eversori e pronta a colpire ogni nostra iniziativa tesa al miglior svolgimento della nostra funzione per la quale siamo stati chiamati dal corpo elettorale! Questo è per darvi l'idea in che situazione il nuovo CDN si è venuto a trovare. E' bene ribadire anche un'altra cosa importante. Questo CDN non intende assolutamente intraprendere azioni vendicative contro nessuno, bensì tende ad essere pienamente al di sopra delle parti, invocando il dialogo come unica soluzione delle controversie. Ogni decisione è stata presa solo ed esclusivamente per il bene dell'Associazione.

Alla luce di quanto premesso, entriamo nel merito dell'operato del CDN e del CSN.

L'Organo di Controllo del CDN è il CSN. Quest'ultimo presieduto da un decano dell'ARI, Piero Marino, IT9ZGY, ha operato in modo impeccabile ed encomiabile assumendo delle decisioni coraggiose senza le quali il CDN non avrebbe potuto operare il linea con i dettami dello Statuto. Va riconosciuto e dato merito a tutto il CSN di aver ben interpretato i regolamenti sulla validità dello Statuto in un momento di grande confusione, cosa minata dalla pubblicazione sul sito ARI, durante lo svolgimento delle elezioni.., di quello precedente alla modifica dell'art. 27, e col tentare di volerlo pubblicare, poi, anche su RR 3/12, cosa prontamente fermata dal nuovo direttore di RR. E' ammissibile che durante la tornata elettorale, il precedente direttore di RR si sia presa la libertà di pubblicare sul sito dell'ARI uno Statuto antecedente alla modifica dell'art. 27, quando da ben 2 anni era stato tolto dal sito? Praticamente un nuovo radioamatore che avesse voluto iscriversi all'ARI, non poteva conoscere lo statuto dell'Associazione alla quale si stava iscrivendo. Tutto questo perché? Chi avrebbe danneggiato l'art. 27 modificato che limita a 3 mandati consecutivi le cariche al CDN?

A voi le deduzioni . Dopo la dichiarazione di nullità della candidatura di I2MQP, alcuni soci hanno subito intentato una campagna diffamatoria giudicando sbagliata la decisione del CSN ed inviando a tutti i CR la copia del vecchio Statuto, antecedente a quello in vigore attualmente e tutta una serie di considerazioni, non certo lusinghiere, su vari siti radioamatoriali. Sono state fatte azioni di pressione con svariate modalità per cercare di smontare l'operato del CDN. Ma la Prefettura di Milano con una sua nota chiara e inoppugnabile ha finalmente, chiuso la questione e messo a tacere tutti! Ma rimane un interrogativo: il perché di tutto questo?

Come è stata diretta la nostra Associazione nell'ultimo biennio è cosa risaputa. Si potrebbe dire con anarchia infarcita dall'abitudine alla denuncia facile! Non vogliamo esprimere giudizi sull'operato di chi ci ha preceduto. Non vogliamo essere né giudici né carnefici, non lo vogliamo nella maniera più assoluta. Volevamo solo conoscere i fatti e regolarci di conseguenza, al solo scopo di cercare di ridare nuova linfa alla nostra Associazione.

Ed è in questa ottica che noi ci siamo mossi.

Potete ben immaginare il caos che abbiamo trovato, dato che per molto tempo c'era stata una situazione surreale con riunioni di CDN puntualmente disertate. Sta di fatto che erano state intraprese molte iniziative e bisognava stabilire se specialmente quelle che esponevano l'ARI nei rapporti con terzi erano state intraprese in linea con le norme statutarie.

Ci è sembrato fin da subito a questo proposito che la questione ARI-RE andasse controllata bene, perché erano stati assunti impegni dal Presidente pro-tempore Alfredo Migliaccio con il D.P.C., anche a livello economico comportanti un considerevole impegno sia finanziario sia di risorse umane. Sarà bene ancora una volta precisare che il nuovo CDN non ha e non aveva assolutamente niente contro l'ex Presidente Migliaccio che, rientrato nel CDN come consigliere, ha anche ottenuto un incarico di prestigio, quello di responsabile dei CR, perché ritenuto persona di piena fiducia.

Considerata la questione ARI-RE delicata sia come progetto in quanto tale sia come impresa da gestire, abbiamo chiesto come CDN al consigliere Migliaccio di preparare una relazione scritta nella quale fornire, in maniera molto dettagliata, come si erano svolte le fasi di questa azione.

Ripetiamo: nessuna mancanza di fiducia, né l’intenzione da parte nostra di voler demolire tutto lo sforzo fatto da I8IEM e di suoi eventuali collaboratori, ma solo la giusta pretesa di voler conoscere lo stato dell'arte delle cose, per sapere se tutto era stato fatto nel solco delle regole statutarie e avere la certezza che l'Associazione fosse stata cautelata nei termini di legge nei confronti del D.P.C.

E' bene rimarcare ancora una volta un concetto: nessuno ha mai dubitato della buona volontà di Migliaccio nel fare qualcosa per il buon nome dell'ARI e nessuno si è mai espresso nel dire di affidare ad altri ciò che lui aveva costruito. Tant’è che l'incarico di coordinare ARI-RE non è stato dato ad alcuno se non al Presidente Sartori che istituzionalmente ne è il responsabile (con facoltà di delegare un altro consigliere). Il consigliere Migliaccio con molto ritardo rispetto a quanto aveva promesso, ha prodotto una relazione scritta (che è agli atti della segreteria) ma molto sommaria e non esaustiva come chiarificatrice dell'operato fatto.

Alla luce di questa realtà e non avendo ricevuto spiegazioni chiare ed esaurienti, il CDN ha deciso di commissariare l'ARI-RE, affidando all'Avvocato Vincenzo Favata il compito di far piena luce su quanto operato dal Presidente pro-tempore Migliaccio e da suoi eventuali collaboratori. Tutto qui; tutto questo per far sì che si potesse fare un controllo su ogni operazione eseguita, per riuscire a stabilire, finalmente, se il tutto era stato fatto nelle regole statutarie ed in linea con le vigenti legislazioni. Migliaccio, contrariato sulla scelta dell'Avvocato Favata ha proposto il nome di un altro legale che, a suo dire, aveva collaborato con lui. Ma questa proposta è stata respinta dal CDN perché, in quanto parte in causa, lo stesso legale non poteva considerarsi “super partes”. Nel verbale del CDN in cui risulta questa decisione è stato anche precisato che la parola “commissariamento” non doveva essere intesa in senso negativo, ma solo come una mera verifica operativa. Non di questo avviso sono stati alcuni soci ed anche lo stesso avvocato che aveva collaborato con Migliaccio ben determinati a innescare un'aspra dissertazione critica sull'uso della parola “commissariamento”. Non si riesce davvero a comprendere questa sorta di incattivimento nel voler trovare ogni cavillo per fare solo “ostruzionismo politico” .Almeno noi del CDN non siamo riusciti a capirlo e voi soci?

Ritorniamo all'ARI-RE.

Il 3/8/2011 il presidente pro-tempore Migliaccio firma un accordo di programma tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della P.C. E l'Organizzazione di volontariato di P.C. denominata Associazione Radioamatori Italiani, A.R.I. per l'attivazione e la pronta disponibilità della propria colonna mobile nazionale di P.C. Con questo accordo il D.P.C. concedeva all'ARI un contributo di euro 387.000. Fra gli obbiettivi ed attività dell'accordo, art.2, veniva specificato che: “... l'Organizzazione (ARI) doveva assicurare la piena funzionalità, la pronta disponibilità ed il tempestivo dispiegamento della ..” poi alla lettera “a”: “ per interventi di soccorso ed assistenza alla popolazione in occasioni di eventi...”. Questo si legge nel documento; viene spontaneo di domandarsi: come la nostra

Associazione possa fare un intervento di soccorso? Noi siamo specialisti nelle comunicazioni alternative in caso di calamità, non certamente siamo volontari a “tutto tondo” cosa per la quale esistono associazioni specifiche. Come specifica è la nostra Associazione nel campo delle radiocomunicazioni alternative e non.

La dicitura ARI-RE non compare da nessuna parte nell'accordo, ma SOLO ARI-volontariato ed il contributo concesso di 387.000 fu depositato da Migliaccio su un conto acceso proprio come ARI VOLONTARIATO.

Non si vuole avere malafede, ma crediamo sia stato lecito porsi qualche interrogativo (come se lo sono posti anche i Soci.) sulla giusta interpretazione di alcuni passaggi fatti nella definizione dell'accordo. Su quale base esce fuori l'ARI-volontariato? Cosa è stato rappresentato al Dipartimento di P.C.? Si è forse giocato sulle parole che l'ARI è un'associazione di circa 15.000 soci che “potenzialmente” diventano operativi sic et simpliciter come volontari della P.C.? Il Dipartimento ha recepito questa informazione e su questa ha concesso un contributo di 387.000 euro o di qualche altra cosa più realistica? Ma ARI-volontariato ed ARI-RE sono la stessa cosa? O ARI-volontariato è un'altra associazione “parallela” all'ARI? Quando queste cose sono state chieste di persona a Migliaccio, ci è stato risposto di andare a prendere visione del progetto ARI-RE in segreteria!

In un documento che ci ha fatto pervenire in una delle prime riunioni del CDN il Segretario Generale, Pregliasco, si evince che già dopo aver siglato l'accordo, nessuno era al corrente dei termini esatti di questo. L'allora vice-presidente Pregliasco con una lettera del 16/10/2011 chiedeva espressamente al Presidente alcune delucidazioni sull'accordo di Programma firmato in data 3/8/2011, segno evidente che era all'oscuro di tutto e concludeva la lettera dicendo. “...a mio modesto parere sarebbe opportuno che tali punti”...”fossero illustrati in sede di CDN, così da farne partecipe anche il corpo sociale”. Alla lettera non ha fatto seguito nessuna risposta .... E' evidente che tutta l'operazione è stata fatta tenendo all'oscuro tutto il Corpo Sociale! Come evidenziato precedentemente, il CDN non effettuava riunioni valide, dunque non titolate a prendere decisioni.

L’obiezione di qualcuno: “...ma se non avessimo fatto l'accordo, avremmo perso i soldi del DPC...” a nostro parere, meglio perderli che averli senza titolo perché, nessun atto a questo indirizzo era stato deliberato con piena validità dal CDN dell'epoca. L'ARI è un Ente Morale, esistono delle regole e queste andavano rispettate! Possiamo capire che l'euforia di realizzare un progetto possa aver “offuscato” la visuale, ma non si possono prendere delle decisioni così importanti, con esposizione verso il DPC, con notevoli somme di danaro pubblico in giro, in maniera autoritaria senza il conforto del corpo sociale. Quando si ricopre un ruolo come quello di Presidente, si deve entrare nell'ottica del buon “padre di famiglia” che deve essere l'espressione di tutta l'associazione e non quella del “padre-padrone”! Quando si riveste un ruolo così importante, un Presidente deve avere un senso di equilibrio ed essere nella posizione di agire solo ed esclusivamente per il bene dell'Associazione. L'ARI ha un CDN, ed è questo che deve operare di concerto con il presidente e non un presidente, può operare da solo, senza il coinvolgimento del CDN!!!

Quando le cose si fanno di nascosto, senza chiarezza e senza trasparenza, è normale che si da adito a dubbi. Questi dubbi sono stati espressi anche da molti CR e sezioni che non sapevano se i loro soci, che avevano dato la disponibilità per la colonna mobile ARI-RE, erano da considerare in questa o in ARI-volontariato. I radioamatori si sono sempre allertati in caso di necessità; è nel nostro DNA dare la massima disponibilità in caso di bisogno; ma non tutti la pensano allo stesso modo e, come molti soci non vogliono essere coinvolti nella Protezione Civile, altri cercano proprio questo per sentirsi altruisti. Avendo stipulato l'accordo, l'ARI deve sapere con estrema chiarezza i termini di questo, altrimenti si rischia di non poter onorare l'impegno assunto. Facciamo un esempio, se il D.P.C. ha inteso considerare l'ARI-volontariato una forza di circa 15.000 unità operative, l'associazione può garantire questo? Nella costituzione della colonna mobile con i mezzi e le attrezzature da comprare con il contributo della P.C., questo materiale a chi sarà affidato e come lo si gestirà? Sì, è vero che era stato fatto un programma di affidamento, ma con quale criterio?

Questi sono stati solo alcuni degli interrogativi che hanno non poco preoccupato il nuovo CDN, ma dovevamo sapere effettivamente la realtà dei fatti che,lo ripetiamo,ancora oggi non ci è stata presentata in maniera esaustiva.

Perché Migliaccio non si è preoccupato di chiedere alle persone che hanno collaborato con lui di aiutarlo a preparare un resoconto preciso e dettagliato che potesse fugare ogni dubbio? Perché invece di mettersi in stand-by con i suoi collaboratori ad aspettare che il CDN facesse un passo falso per metterlo in difficoltà, lui e chi ha collaborato con lui non si è attivato per fare in modo che la vicenda, da loro ben conosciuta, potesse essere trattata in modo differente e, unendosi magari a noi, non ha cercato di risolverla?.

GLI SVILUPPI PIU’ RECENTI

L'Avvocato Favata dopo aver assunto tutte le informazioni utili, dava la sua disponibilità per relazionare il 26/3. In quella data abbiamo indetto una riunione del CDN per essere aggiornati sul suo operato; cosa che ha fatto con molta precisione e che ci ha portato alla conclusione che molte cose erano state compiute dal Presidente pro tempore Migliaccio e dai suoi collaboratori in modo non conforme allo Statuto esponendo anche l'ARI nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni. La cosa più grave era la questione dei mezzi che aveva ordinato ad una concessionaria della provincia di Isernia. Non vogliamo entrare nel merito della scelta della ditta che avrebbe dovuto consegnarci gli autoveicoli Nissan, vogliamo credere alla buona fede di chi ha fatto la scelta (salvo che siano stati prodotti 3 preventivi e relazionato sui criteri di aggiudicazione). Sta di fatto che questi mezzi sono stati pagati in anticipo con due assegni a vista alla distanza di circa un mese l'uno dall'altro su di un contratto di fornitura a 90 giorni, esattamente al 30/11/11, per un totale di 247.000 euro. In compenso non ci è stata data nessuna garanzia valida e legale contro un pagamento fatto anticipatamente qualora non fosse avvenuta la consegna dei mezzi. Questo modo di agire è da considerarsi una clamorosa leggerezza, datosi che si andava ad operare con mezzi finanziari di provenienza pubblica. La buona e saggia regola sarebbe stata quella di versare una caparra del 10 per cento ed il resto alla consegna; l'ARI si sarebbe esposta di “soli” 24.000 euro e non di 247.000!!! .Solita obiezione:: “...ma pagarli in anticipo significava avere uno sconto sul prezzo del 10%....” Vero ma vero anche che un proverbio napoletano dice: “il risparmio non è mai guadagno...” e, specialmente in questo caso ...altro che danno! Così al 30/11/11 la concessionaria non ha onorato il contratto e....non ha consegnato i mezzi! I responsabili dell'operazione, bisogna dire così perché il Presidente pro-tempore aveva designato un pull di collaboratori (sempre con il CDN ed i Soci all'oscuro di tutto.) hanno cercato di correre ai ripari. E’ stato concesso un periodo proroga di altri 3 mesi entro i quali la concessionaria avrebbe dovuto consegnare i mezzi, ovvero al 30/3/2012 e , stavolta avendo in cambio un titolo di credito ILLEGALE (non una fidejussione bancaria o un'assicurazione), come garanzia. Intanto si stavano facendo le elezioni per il rinnovo del CDA e del CSN. Fiumi di inchiostro sono stati versati su queste travagliate elezioni quindi non soffermiamoci ancora. Fatto sta che il 10/2 si insediano il nuovo CDN e CSN con tutti gli annessi e connessi che sono stati narrati già. Sapevamo da Migliaccio della fatidica data del 30/3 e di una garanzia data dalla concessionaria, ma mai specificata nei dettagli.

Arriviamo al 26/3 il giorno dell’incontro con l'Avvocato Favata scelto per ascoltare la sua relazione come commissario. La discussione si è soffermata anche sui mezzi che avrebbero dovuto essere stati già consegnati o, al limite, entro 4 giorni. Fu chiesto l'incartamento in segreteria per vedere cosa era stato fatto e come poter contattare la concessionaria. Si riuscì a reperire alcuni numeri telefonici che risultarono tutti staccati eccetto uno che ci permise di parlare con una signorina alla quale fu chiesto di poter contattare un titolare. La risposta fu negativa nel senso che lei non sapeva come fare per farci parlare con un dirigente. Nello sconcerto generale, il Presidente Sartori ha telefonato al Consigliere Migliaccio chiedendogli un numero di telefono dei responsabili della concessionaria. Migliaccio ha risposto che non lo aveva perché aveva buttato tutto!

Curioso, no? Con molta onestà ci è sembrata questa una grande mancanza di rispetto sia verso il CDN, sia verso l'ARI. E non era stato preso ancora nessun provvedimento disciplinare nei suoi confronti! Ci è sembrato dunque chiaro che il suo atteggiamento fosse di puro disfattismo e non di tentare di aiutarci a chiarire la questione. Così dopo l'infruttuoso tentativo di poter contattare la concessionaria via telefono, abbiamo inviato una mail che immediatamente è tornata al mittente come indirizzo sconosciuto. Allora abbiamo inviato un fax chiedendo di avere notizie e invitato i “titolari” a contattarci al più presto. Il 29/3, ad un solo giorno dalla scadenza dei nuovi 3 mesi, la concessionaria ci ha risposto con un fax informandoci che non poteva consegnare i mezzi a causa di uno sciopero delle bisarche e ci davano un numero di telefono e di fax se avessimo voluto contattarli. Siamo all'inverosimile:la concessionaria ha incassato 247.000 euro in contanti anticipati, dopo 90 giorni non ci consegna i mezzi, dopo altri 90 giorni ci informa che non ha i mezzi ma che se proprio vogliamo, possiamo contattarli! Cioè noi che siamo parte lesa ci dobbiamo preoccupare di contattare loro che sono inadempienti?

Abbiamo risposto con un fax che se alle ore 24:00 del 30/3 non avessero consegnato tutti i mezzi, noi avremmo chiesto la rescissione del contratto per loro inadempienza e provveduto a mettere all'incasso il titolo di credito che avevamo trovato esaminando il carteggio del Presidente pro-tempore.

Considerando come si erano svolti i fatti e, valutando che il CDN NON voleva essere assolutamente coinvolto nella vicenda, abbiamo chiesto all’avvocato Favata quale fosse la miglior cosa da fare per salvaguardare l'ARI ed il CDN.

Il consiglio legale che ci è stato dato è stato quello di segnare immediatamente una linea di demarcazione fra quello che era stato fatto precedentemente ed il presente gestito da noi. L'unica soluzione che ci avrebbe non coinvolto in tutta la faccenda era dunque quella di prendere un provvedimento disciplinare di sospensione nei confronti del Presidente pro-tempore Migliaccio. Cosa che è stata fatta e verbalizzata con profondo dispiacere ed imbarazzo del consiglio. Il 2/4 con ben 2 giorni di ritardo il titolo di credito è stato messo all'incasso e dopo due giorni è risultato non esigibile. Si aspetta lo scadere dei tempi tecnici di un eventuale protesto per poi passare ad un'azione legale nei confronti della concessionaria che non ha onorato l'impegno, valutando eventuali ulteriori azioni da intraprendere successivamente nei confronti di chi si è reso attore di questo spiacevole evento. Quello che è successo dopo lo conoscete tutti.

Un socio ARI il 2/4 invia una mail certificata su carta intestata del suo studio legale nella quale “rimprovera” il CDN di aver fatto un atto intempestivo nei confronti della concessionaria, che la metterebbe in una situazione di difficoltà. Un’azione di cui ci prenderemmo tutta la responsabilità....! “consiglia” di ritirare il titolo di credito versato in banca per prenderne un altro POSTERGATO!!!! Ci informa che la concessionaria ha pronto un mezzo ed un altro arriverà il giorno dopo. Ma il socio ARI a che titolo scrive? Da quale parte sta? Si preoccupa degli interessi della concessionaria o della sua Associazione ARI esposta nei confronti del Dipartimento della Protezione Civile? E, poi, l'invito a prendere un titolo di credito postergato, non sembra tanto legale specialmente se viene da un avvocato! Ci si consiglia di fare un illecito ma per salvare chi? Una concessionaria che non ha onorato un contratto? E dove sono i soldi contanti che le sono stati dati in anticipo? Quando la concessionaria ha fatto vedere il suo ordine di acquisto fatto alla Nissan? Perché con congruo anticipo non ha contattato l'ARI per cercare di risolvere il problema? Sono loro gli inadempienti e non l'ARI che ha pagato in anticipo!!!

Se avessimo dato una caparra di 20.000 o 50.000 euro e loro avessero comprato i mezzi e noi “fiscalmente” al 30/3 avessimo detto di no, perché scaduto il termine di consegna, li avremmo fatti spendere 200.000 euro ed avremmo così creato loro un danno. Ma i mezzi sono stati pagati in anticipo. Se la ditta si trova in cattive acque (non certamente per causa nostra...) quali garanzie ed assistenza ci poteva offrire?

Fra le carte escono fuori altre fatture di materiali comprati per quasi 100.000 euro.; 66.000 euro sono stati spesi in apparecchiature radio ed accessori che dovevano essere in ARI ma che non si sa dove siano...; forse saranno stati dati in affidamento a qualche sezione o CR, ma non si trovano i verbali di consegna! Forse altro materiale sta in giro ma noi ignoriamo o meglio siamo stati messi in condizione di ignorare dove si trovi questo materiale Noi questo volevamo sapere, volevamo essere tranquilli che tutto fosse stato fatto bene e che fosse stato tutto specificato a dovere, niente altro!

L'ARI-RE ci sta a cuore e, nonostante si voglia far credere l’esatto contrario, vogliamo fermamente che questa continui ad operare, ma nel modo giusto e legale! Istituzionalmente siamo stati sempre i primi ad essere in allerta nelle calamità; non vogliamo cedere il nostro posto ad altri se è questo che qualcuno ad arte vuol far credere.

Contemporaneamente “qualcuno” si è recato al Dipartimento di Protezione Civile e ha sollecitato una lettera nei confronti dell'ARI molto specifica su cose che non potevano essere a conoscenza degli scriventi.

Ed ecco che per il prossimo week-end il 14 e 15 Aprile la sezione ARI di Pescara organizza in occasione della Fiera un dibattito sull'ARI-RE invitando tutti i CR a partecipare. Curioso anche questa coincidenza, no? Adesso, forse, si può anche dare una chiara spiegazione al ritardo pilotato fatto apposta per le votazioni? Adesso tutti parlano, scrivono, criticano, ma prima dove stavano? Cosa hanno fatto? Interrogassero le loro coscienze.

Quella che purtroppo esce da questo rigoroso resoconto è solo una chiara, inacettabile politica di pochi “facinorosi-contestatori” che hanno il solo scopo di destabilizzare la nostra Associazione! Ci onoriamo di far parte dell'ARI e vogliamo, caparbiamente, che questa continui a mantenere il prestigio che ha sempre avuto!

Non permetteremo mai a nessuno di sfasciarla.

Solo restando uniti riusciremo a portarla avanti.

Questa è la VERITA' che devono sapere tutti i Soci.

Il Vice Presidente

Pino Zamboli, I8YGZ

 
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